Gli Amici di Giò

2010 – Diario di Teresa

In Senegal, per la prima volta: incontro con l’emozione. Socia fondatrice dell’Associazione, mi chiamo Maria Teresa E solo nel dicembre scorso sono partita per la prima volta verso Cap Skirring con le valigie stipate di masserizie e curiosità. Masserizie per l’orfanotrofio, curiosità per l’orfanotrofio. Voglia di conoscere le persone cui Claudia dedica tanta devozione e noi (io) un poco, forse troppo poco, tempo. Sono ritornata con le valigie vuote di cose e stipate di interesse per una realtà difficile che mi fa sentire come minimo inadeguata, come massimo struggentemente emozionata. Sono andata in paese povero che mi ha arricchita – che contraddizione! – cui ho lasciato sorrisi e semi per l’orto e dal quale ho preso gli sguardi. Sì, quegli sguardi che puntano lontano, quegli occhi profondi dei fanciulli che sorridono con le labbra e guardano severi al futuro. Ora possono guardare al domani, mentre ricordano un passato privo di speranze. E lo si percepisce con chiarezza, non c’è suggestione letteraria dietro queste parole.Mi sono occupata dei loro pomodori e zucchini, dei banani e degli avocadi, dei polli e dei maiali, anche delle tartarughe e della salvifica artemisia, mentre altri provvedevano alle questioni più importanti, quelle fondamentali per migliorare la qualità della loro vita: portare l’acqua dentro alle strutture e riparare il sistema idraulico. Ho fatto pochissimo, mentre altri pensavano alle mamme che, appena sgravate, dovevano prelevare acqua dal pozzo e portare le bacinelle in testa per lavare i loro abiti e i panni dei loro bimbi. Le mie quisquilie a fronte di un rubinetto dal quale sgorgherà acqua corrente mi hanno però fatta sentire bene perché i bimbi sorridevano mentre lavoravo, mi stavano attorno per capire cosa stavo facendo, divertendosi e forse prendendomi in giro per il mio idioma, a loro incomprensibile ed estraneo. Chissà se quando coglieranno i frutti si ricorderanno di quelle italiane che brontolavano con tutti? Certamente penseranno agli italiani – Umberto e Anna, Marco e Alice – quando per lavarsi apriranno il rubinetto invece che riempire secchi dal pozzo.Ho incontrato sporcizia e nitore, ottusità e intelligenza, bugie e sincerità, tutte stipate fitte fitte e accavallate che hanno reso dense, spesse, le mie giornate laggiù. Nel mio bagaglio ho trovato tramonti e baobab, nei miei ricordi manine nere e occhi lucenti.

Cap Skirring – 21 Marzo 2010